AMICI DELL’OLTRE

AMICI DELL’OLTRE

Anche senza chiudere questi miei occhi fisici, io li vedo: oltre le barriere del Tempo che induce ad Oblio, oltre i confini di uno Spazio che superare non sempre si può, oltre il nostro Tempo e Spazio presente, allorchè presente io mi faccio a me stesso, ecco i loro volti nel mio sguardo affacciarsi, come se solo qualche attimo fa io li avessi salutati, e invece tanto tempo e spazio abbiamo percorso, io fino ad oggi – da 60 anni almeno, ancora qua, sotto il sole, la nube, la luna, e le stelle, qual Fainomenon -, e loro solo un Dio sa dove, e se, sono, qual Noumenon.
Amici, dai quali tutti può trarsi motivo di creatività, come ricercatori perlomeno della chiave di volta, per fare di sé stessi ognuno una opera d’arte: il che è molto più importante di qualsiasi altra più straordinaria opera d’arte, impressa in materie comunque inerti.
Carmelina, e il suo stupendo sposo Totonno, ‘o Carrettiere (lontani anni ’60); De Santis Marcello, ricercatore di storie riguardanti la reincarnazione continua su questa stessa Terra (conosciuto pochi anni fa, ma già così fra noi una empatia stupenda). Il primo esempio riguarda persone conosciute realmente, il secondo riguarda una persona conosciuta in internet: a ben vedere entrambi i casi risultano ora comunque senz’altro virtuali, ma non per questo meno veri, seppur non reali.
Quante volte negli incontri del Clan son venuti alcuni di essi a visitarmi, li ho visti davanti a me, affacciarsi nel mio sguardo interiore, e qualche volta li ho fatti accomodare nelle sedie vuote, tra gli altri presenti (non tutti così presenti!), citando questa loro presenza virtuale a tutti gli astanti, tutti in egual modo divenuti svegli allorché ho fatto: Signori e Signore, sappiate che fra di voi vi sono altre presenze, impalpabili, anche loro comprese tra gli invitati a questo Incontro del Clan. Ringrazio tali assenti presenze di star qua, da me, con noi.