TEMP’E’ D’AVVENTO, E AVVENTORI

 

In tale Tempo di Avvento, a gran frotte,
corron tanti Avventori, verso il Tempio,
a cantar senza Lira, Euro a sognare,
al servizio di Shaitan, il Diaballo.
Sogna, intanto, il Pojeta, ma non dorme,
con penna in pugno, a cercar nel Mistero.
°°°°°

Sopra un vangelo che dall’inizio alla fine
invita alla pace, al perdono, al dio presenza,
Sopra quel messaggio semplicissimo e breve
alla portata di analfabeti inottusi
Sopra quel divino pizzin che si riduce
ancora di più a qualche manciata di parole:

Maestri d’auto-inganni, eccoli, a sapientemente
dissertare su mille parole ed una
Maestri di filosofia, sempre in disaccordo,
ognuno intento a una sequela propria farsi
Maestri atei, di teologia, e preti… pien di parole
a manipolar la Parola ormai lontana:

°°°°°
Così nasce il potere dell’uom che “da Servo”
si fa Schiavo d’un Dio, e Padron d’umanità.

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